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GUIDA TECNICA

La tecnica di tiro

La tecnica per poter acquisire le fasi fondamentali di una corretta azione di tiro sono la base di partenza per imparare a tirare con l'arco. Un costante allenamento e un minimo di passione per questo attrezzo, faranno acquisire quegli automatismi, necessari per   tirare una freccia... e colpire il centro del bersaglio.

La posizione del corpo: è la prima operazione  da effettuare,  posizionarsi a cavallo della linea di tiro, divaricando i piedi parallelamente fra loro ad una distanza non superiore a quella delle spalle.

La presa dell'arco: sarà opportuno rilevare che l'adozione della dragona ha lo scopo di evitare che la mano trattenga l'arco dopo il rilascio; questa mano deve costituire un semplice supporto, dal quale l'arco è libero di staccarsi, senza subire alcuna interferenza.
Il contatto della mano sull'impugnatura non interesserà tutto il palmo ma solo quella parte che si può identificare con una -Y-, che va dal pollice all'indice e termina sulla cosiddetta linea della vita; le dita saranno sempre ben rilassate.

L'ancoraggio: dopo aver impugnato l'arco in modo corretto, poggiamo la mano destra (se destrosi e sinistra se (mancini) sulla corda posizionando l'indice sopra il punto d'incocco e il medio e l'anulare, sotto lo stesso, cercando di non pinzare la cocca della freccia in fase di trazione.

La trazione: Il principio fondamentale è costituito da un'azione senza soste, nella quale l'impegno muscolare dovrà essere fluido e continuo; pur essendo previsto un rallentamento dei gesto che consenta la collimazione coi bersaglio ed il contatto con il mento, questa azione esclude qualsiasi arresto. Per una corretta esecuzione è determinante l'apporto dei muscoli delle spalle e della schiena che, dopo il primo breve tratto di apertura dell'arco, intervengono nell'azione, contribuendo alla sua fluidità.

La mira sul bersaglio: Impiegando bersagli di notevole grandezza, a dieci metri di distanza, il tiratore procederà alla taratura dei mirino; la sua messa a punto consiste nell'inseguire l'errore, se il punto colpito risulta alto, si alza la diòttra, il contrario se basso, adottando lo stesso criterio per le correzioni in senso orizzontale.
Una volta ottenuto un buon raggruppamento, l'arciere si allontanerà progressivamente dal bersaglio, provvedendo alle nuove tarature.
Per acquisire una t no necessarie nt considerando che le prime esperienze costituiranno quelle basi che accompagneranno il tiratore per tutta la sua carriera, esse dovranno essere scevre da difetti e l'arciere non dovrà mai rinunciare all'esame della sua azione.

Il rilascio della freccia: Il momento più importante di tutto il gesto tecnico è quello dei rilascio della freccia: la collimazione dei mirino con il bersaglio, la ricerca dei punto di contatto e l'attenzione al segnale acustico dei misuratore di allungo, o all'estensione esatta della freccia per il tiratore ad arco nudo, richiedono la massima coordinazione e concentrazione; solo un serio e costante allenamento consentirà di acquisire la ripetitività necessaria per compiere l'azione automaticamente.
Il termine rilascio della freccia, in luogo di sgancio della freccia, ha una, sua precisa intenzione: esso non descrive il mollare semplicemente la corda con le dita, quasi fosse un grilletto, ma è un gesto svolto da tutto il braccio, che completa il suo movimento all'indierto che si conclude con la mano dietro il collo dell'arciere, sopra la spalla.

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